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Walter Bernardi, professore universitario nella nostra città, appassionato ciclista e nostro associato FIAB, ha appena pubblicato il suo ultimo libro: “La Filosofia va in bicicletta”: Storie di sport e di vita, racconti dedicati a chi ama la bici e la cultura, 2500 anni di sport e di filosofia.

Ci deve essere per forza qualcosa di filosofico, un impeto di sano idealismo nell’animo di quanti affrontano per la prima volta i tornanti dello Stelvio e le micidiali pendenze del Mortirolo, del Giau e della Marmolada. E non sono forse un po’ filosofi i ventimila appassionati di ogni parte del mondo che tutti gli anni fanno domanda per partecipare alla gran fondo della Maratona delle Dolomiti diCorvara, ben sapendo che solo novemila saranno alla fine sorteggiati?

Che dire infine dei dodicimila partenti della Nove Colli di Cesenatico o dei quattromila che si cimentano con bici d’epoca sulle strade bianche dell’Eroica di Gaiole in Chianti per il solo gusto di poter dire “io c’ero, ce l’ho fatta”?

Ma lo stesso vale, anche senza bisogno di essere eroi, per i milioni di cicloturisti e ciclisti urbani di tutto il mondo che ogni giorno, d’estate e d’inverno, sotto la pioggia o nella calura del solleone, per le strade brulicanti di auto delle metropoli o lungo i viottoli acciottolati di boschi e campagne, in bici da passeggio o in mountain-bike, assaporano l’ebbrezza del sole negli occhi e del vento nei capelli e fanno circolare per i muscoli un fluido che mette in azione uno sguardo sul mondo che può comprendere solo chi lo prova. Ciclisti? No, filosofi!